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Hotel Business Riccione

Entroterra di Riccione

Riccione è una delle capitali italiane delle vacanze al mare, ma offre svariate alternative a chi desidera itinerari naturalistici e culturali tutto l’anno.

L’entroterra di Riccione è da anni meta ambita da coloro che amano le vacanze sportive a Romagna provenienti da varie parti d’Europa, che qui trovano paesaggi mozzafiato, percorsi suggestivi di varia difficoltà e una gastronomia saporita e genuina.
Ma una vacanza negli hotel di Riccione è molto di più: vuol dire conoscere la storia e la cultura di un popolo custodite nei borghi e nelle cittadine dell’interno, testimoniate da preziosi monumenti, dal folklore e l’artigianato artistico di cui è ricca questa terra.

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Ravenna: patrimonio dell'UNESCO

Città d’arte tra le più importanti d’Italia, Ravenna è famosa per i suoi mosaici paleocristiani e bizantini.
Il più ricco patrimonio musivo del mondo ha un emblema abbagliante nella Basilica di Sant’Apollinare Nuovo che conserva la più vasta superficie mosaicata dell’antichità.

È una ricchezza che deriva dai secoli V e VI, quando Ravenna fu capitale dell’Impero Romano d’Occidente, del Regno degli Ostrogoti, e dell’Esarcato bizantino.
Oggi è capoluogo dell’omonima provincia emiliano-romagnola.

Anticamente simile ad una laguna, ora dista 8 km dalla costa ed è collegata alle acque da un canale navigabile.

Il rapporto con il mare è sempre stato fondamentale.

Gli isolotti della zona lagunare furono forse anticamente abitati da Tessali, Umbri o Etruschi.

La particolarità geografica del territorio attirò i Romani.

Nel I secolo a.C. Augusto fece costruire il Porto di Classe (flotta, dal latino “classis”), la maggiore base navale romana del Mediterraneo Orientale.
Nel 402 Onorio vide in Ravenna un ideale baluardo contro le invasioni barbariche e la fece capitale dell’Impero Romano d’Occidente.
Con Galla Placidia, sorella di Onorio, la città assunse sembianze imperiali.

Nel 493 Teodorico, re dei Goti, ottenne il controllo della città e la governò fino al 526.

Nel 540 fu conquistata da Giustiniano, imperatore romano d’Oriente, e divenne protettorato di Bisanzio, quindi capitale dell’Esarcato.

Nel 751 i Longobardi la saccheggiarono completamente.

Con la dinastia degli Ottoni, gli arcivescovi, che già avevano rivendicato l’indipendenza dal papato di Roma, acquisirono grande potere.
In età comunale, determinanti per le sorti della città furono le famiglie dei Traversari prima e dei Da Polenta poi.

Questi ultimi ospitarono Dante Alighieri che in Ravenna morì nel 1321.

Dal 1441 al 1509 vi governarono i Veneziani che diressero, tra l’altro, l’interramento dei canali cittadini.

Nel 1512 la Chiesa la rivendicò a sé e la tenne in suo potere per oltre tre secoli, con la breve parentesi della dominazione napoleonica.

Nel Seicento e Settecento proseguirono i lavori per preservare la città dalle acque.

In età risorgimentale Ravenna organizzò la “trafila” per salvare Garibaldi dagli Austriaci, e fu tra le prime città ad aderire al nascente Regno d’Italia.

Nel 1951, per i sacrifici delle sue popolazioni e per l’impegno nella lotta partigiana, Ravenna è stata insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Nel dopoguerra venivano elevate le torri del petrolchimico e iniziava lo sviluppo industriale.

I turisti che visitano le basiliche e il  centro storico di Ravenna, da alcuni anni hanno anche scoperto, oltre le pinete, i suoi lidi.

Otto monumenti di Ravenna sono nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO:

Il Battistero Neoniano, il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero degli Ariani, la Cappella Arcivescovile, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, il Mausoleo di Teodorico, la Basilica di San Vitale, la Basilica di Sant’Apollinare in Classe.

Altri capolavori: il Palazzo di Teodorico; la Rocca Brancaleone; Piazza del Popolo con il Palazzo dei Rasponi, il Palazzo Merlato e lo scorcio sulla tomba di Dante; piazza Andrea Costa con la casa di Francesca da Polenta (più nota come Francesca da Rimini) e i resti della Chiesa di San Michele in Africisco; i resti della cinta muraria (quasi tutte le porte e qualche torre).

Luoghi di culto:
il Duomo, la chiesa dello Spirito Santo, la chiesa di San Giovanni Evangelista (eretta per un voto che Galla Placidia avrebbe espresso durante una tempesta in mare), la basilica di San Francesco (con la vicina tomba di Dante), le chiese barocche di Santa Maria Maggiore e di San Giovanni Battista, la basilica di Santa Maria in Porto (con l’immagine della Madonna Greca portata da Costantinopoli), la chiesa di Santa Eufemia (con l’accesso ai mosaici della Domus dei Tappeti di Pietra).

Musei: Nazionale di Ravenna, Pinacoteca Comunale (MAR), Arcivescovile di Ravenna, Dantesco, del Risorgimento, Natura.

Per chi ama la natura: l’oasi di Punte Alberete, con la foresta allagata e le rare specie di uccelli, e  le storiche pinete di San Vitale e di Classe, zone protette del Parco del Delta del Po.

Interessanti itinerari naturalistici nei dintorni.

Soste verdi anche in città: Giardini Pubblici (sede dell’Osservatorio Astronomico), Giardino Rasponi (con le erbe dimenticate), il Parco della Pace, il Parco Teodorico (circonda il mausoleo), i Giardini del palazzo della Provincia, il Parco della Rocca Brancaleone. Numerose le piste ciclabili.

Non solo per i piccini: Mirabilandia, il parco dei divertimenti più grande d’Italia.

Per i sub: immersioni organizzate al relitto della piattaforma Paguro, nei fondali di fronte a Porto Corsini dal 1965.

Per i buongustai: passatelli in brodo di razza, garganelli, zuppa di rane, asinello in umido, anatra al miele, anguille fritte o alla griglia, piadina con squacquerone.

Eventi:
in estate Ravenna Festival (dedicato alla musica classica e lirica), Ravenna Bella di Sera (rassegne, mercatini e spettacoli), Le notti di Ravenna (visite guidate di Mosaico di Notte), e il Festival Internazionale di Musica d’Organo in San Vitale.

Curiosità: nel 1849 nei pressi di Ravenna morì Anita Garibaldi.

Città natale di personaggi illustri, Ravenna è anche città di sepolture illustri.

Le spoglie di Dante furono contese da Firenze.

La cupola del Mausoleo di Galla Placidia, mosaicata con un cielo blu notte e 900 stelle dorate, ispirò a Cole Porter la famosissima canzone Night and Day.

Ravenna aveva ispirato anche Dante, Botticelli, Boccaccio, Byron, Oscar Wilde, D’Annunzio, Jung, Klimt, Leopardi, Hermann Hesse.




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