Rimini
Rimini si estende sulla costa adriatica, nel sud-est dell’Emilia Romagna.
Capoluogo dell’omonima provincia (istituita nel 1992 con il distaccamento da Forlì), è la capitale del turismo.
L’ampia spiaggia lunga 40 Km, la sabbia chiara e finissima, i fondali bassi, il clima mite, l’ospitalità della gente, la qualità delle strutture ricettive (con l’esempio mitico del Grand Hotel), il divertimento organizzato nei parchi tematici (Fiabilandia, Italia in miniatura, Delfinario), nelle discoteche, nelle balere (ancor’oggi si va col liscio), richiamano vacanzieri di ogni età.
Meta d’élite nel XIX secolo, Rimini conobbe il boom nel dopoguerra con una forte componente di turismo made in Germany.
La sua storia è sempre stata legata al mare.
Risalgono al paleolitico inferiore i reperti rinvenuti sul colle di Covignano, allora lambito dalle acque.
Nell’età del ferro gli influssi della civiltà villanoviana si estesero da Verucchio al fondovalle.
Qui dal V secolo a.C. popolazioni etrusche, umbre, italiche, greche e celtiche diedero vita a un importante emporio commerciale fra la foce del fiume Ariminus e quella del torrente Aprusa (gli odierni Marecchia e Ausa).
I celti dotarono l’insediamento di uno dei più importanti porti dell’Adriatico.
Purtroppo non ne è rimasta traccia.
Nel 268 a.C. i Romani fondarono la colonia di Ariminum (la città sul Marecchia), che con l’impero raggiunse il suo splendore.
A testimoniare l’importanza della città per il Senato romano, da qui partivano tre vie consolari: la Flaminia verso Roma, l’Emilia verso Piacenza, la Popilia-Annia verso Trieste.
Dei fasti dell’epoca ci parlano il grandioso Arco di Augusto (27 a.C.) e il Ponte di Tiberio (21 d.C., detto anche “ponte del diavolo” per la solidità), il teatro e l’anfiteatro, e le prestigiose dimore di cui sono imperdibili la domus di palazzo Diotallevi (con il celebre mosaico dell’ingresso delle barche nel porto) e la domus del chirurgo (aperta al pubblico di recente, una piccola Pompei che ha anche restituito il più ricco corredo di strumenti chirurgici mai rinvenuto).
Nel 49 a.C. nel foro di Rimini (l’odierna Piazza Tre Martiri) Giulio Cesare avrebbe arringato le sue legioni prima di varcare il fiume Rubicone.
Con il declino dell’impero romano anche Rimini conobbe la decadenza e le invasioni barbariche, e si spopolò.
Ritrovò un periodo di tranquillità con l’impero Bizantino, entrando a far parte della Pentapoli marittima con Pesaro, Fano, Senigallia e Ancona.
Diventata Comune nel corso del XII secolo, fu ghibellina prima e guelfa poi.
Conobbe un nuovo splendore con la nobile famiglia dei Malatesta da Verucchio, che governò in città dal 1295 fino alla cacciata definitiva nel 1528.
Nel XIII secolo vi si stabilirono congreghe religiose che commissionarono i loro edifici a illustri artisti.
Ispirata a Giotto, nacque la scuola pittorica riminese del XIV secolo.
Durante il XV secolo Sigismondo Pandolfo Malatesta pensò per sé Castel Sismondo e commissionò a Leon Battista Alberti il capolavoro misterioso e incompiuto del Tempio Malatestiano.
Nel 1462, con la capitolazione di Sigismondo ad opera dell’acerrimo nemico Federico da Montefeltro, Rimini passò alla Chiesa.
Vide poi alternarsi i Borgia, Venezia, di nuovo i Malatesta, per tornare infine alla Chiesa.
Attiva nei moti carbonari del 1831, Rimini fu protagonista di una sollevazione nel 1845.
Nel 1860 l’annessione al Regno d’Italia.
Da vedere: le vestigia romane; Palazzo Sismondo; Piazza Tre Martiri, con il Tempietto del Bramante, eretto a ricordo del miracolo della mula di Sant’Antonio da Padova, qui avvenuto; Piazza Cavour con il Palazzo dell’Arengo, il Palazzo del Podestà, la fontana medievale detta della Pigna, la statua di Papa Paolo V, e la Pescheria, settecenteca, cuore della movida notturna cittadina.
Luoghi di culto: notevoli e ricchi di opere d’arte.
Imperdibili il Tempio Malatestiano (la ricchezza di elementi pagani e la pressochè completa assenza di simboli cristiani ne determinano il nome) e la Chiesa di Sant’Agostino.
Preziosa istituzione culturale: la biblioteca Gambalunghiana.
La nuova Fiera, inaugurata nel 2001, ha fatto di Rimini uno dei più importanti poli congressuali europei.
Hanno contribuito a rendere Rimini famosa nel mondo anche i suoi concittadini più illustri: Francesca da Polenta, il cui amore adulterino per Paolo il “Bello” è cantato da Dante e Silvio Pellico; e Federico Fellini, a cui è intitolato l’aeroporto internazionale e dedicato un museo nel centro storico.
Altri musei: Museo della città, Museo degli sguardi, Museo dell’Aviazione.
Per chi ama la natura: il Parco Marecchia con pista ciclabile, percorso vita, campo da calcio e campi da tennis.
Per i buongustai: facile assaporare la tipica cucina romagnola e accompagnarla con ottimi vini.
Vastissima la scelta di locali: trattorie, ristoranti, pub, piadinerie e chioschi di piadine.
Interessantissimi i percorsi enogastronomici lungo la Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini.
Imperdibile il gelato artigianale “La Romana”.
Curiosità: città decisamente solare, ha un lato lunare tutto da scoprire.
Città dei primati: vanta il
primo stabilimento balneare d’Italia (aperto nel 1843), la
prima discoteca (il Paradiso, inaugurato nel 1957), il
primo parco a tema (l’Italia in Miniatura, 1970).
Ha anche un triste primato: uscì dalla seconda guerra mondiale con il più alto coefficiente di distruzione d’Italia (82%).
È la città italiana più vicina a San Marino.
Nel 1927 nasceva a Rimini Hugo Pratt, il padre di Corto Maltese.
Ha tre stazioni ferroviarie: Rimini, Fiera e Miramare.
In estate molti treni fermano in quest’ultima!
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