Urbino
Su due colli, a m 551 s.l.m., tra le valli dei fiumi Foglia e Metauro, sorge Urbino.
Oggi, con Pesaro, capoluogo di provincia marchigiano, è stata, con i Montefeltro, la città ideale del Rinascimento.
Il suo centro storico è stato riconosciuto patrimonio mondiale dall’UNESCO.
Il Palazzo Ducale è un miracolo dell’architettura e la facciata “dei Torricini”, simbolicamente rivolta alla Toscana, non ha eguali in Italia.
Nella zona, abitata fin dalla preistoria, sorse forse nel III secolo a. C. l’insediamento romano di Urvinum Metaurense.
Il nome deriverebbe dal latino urvum, manico ricurvo dell’aratro.
Nel Medioevo la città subì assalti da Goti, Bizantini, Longobardi.
I Carolingi la donarono alla Chiesa.
Quando i ghibellini presero il sopravvento, la concessero in feudo ai Montefeltro, conti di Carpegna.
Nel 1444 giunse al trono Federico da Montefeltro. Con lui l’età dell’oro.
Signore illuminato, condottiero di successo, amico di Lorenzo de’ Medici, mecenate entusiasta, fece innalzare la superba reggia e richiamò a sé i migliori studiosi e artisti dell’epoca.
Urbino influenzò allora gli sviluppi culturali di tutt’Europa.
Nel 1508, estinta la discendenza feltresca, i Della Rovere ereditarono il Ducato.
Fu un governo altrettanto illuminato, ma quando trasferirono la sede a Pesaro, per Urbino fu il declino.
Nel 1631, con la devoluzione alla Chiesa, il Palazzo Ducale conobbe una vera e propria spoliazione.
Solo agli inizi del secolo XVIII con papa Clemente XI, urbinate della famiglia degli Albani, la città rifiorì.
Il Palazzo Ducale è opera dell’architetto dalmata Luciano Laurana che seppe mirabilmente inglobare le costruzioni preesistenti e sfruttare i dislivelli del terreno.
Suoi la facciata “dei Torricini” (alti quasi 60 m), il Cortile d’Onore e la scalinata monumentale che porta al piano nobile.
Suo il gioiello architettonico dell’arte rinascimentale, poi terminato da Francesco di Giorgio Martini e Girolamo Genga.
Oggi il Palazzo Ducale ospita: il Museo Archeologico, il Museo della Ceramica e la Galleria Nazionale delle Marche con la “Muta” di Raffaello Sanzio, la “Città ideale” e capolavori di Piero della Francesca, Tiziano, Paolo Uccello, Luca Signorelli, Giusto di Gand, Pedro Berruguete.
Da vedere: la Casa di Raffaello e, sul punto più alto di Urbino, la Fortezza Albornoz.
Edifici nobiliari: Palazzo Bonaventura Odasi, sede dell’Università (fondata nel 1506) e Palazzo Albani, sede del Museo Diocesano.
Luoghi di culto: la Cattedrale, le Chiese di Santo Spirito, di San Francesco, di San Domenico, gli oratori di San Giuseppe, San Giovanni e Santa Croce.
Di poco fuori dal centro la Chiesa di San Bernardino, il Mausoleo dei duchi voluto da Federico.
Musei specialistici: Museo dei Gessi, Orto Botanico, Museo dell’incisione, Gabinetto di Fisica.
Per chi ama la natura: salita nel verde fino al Colle dei Cappuccini, cantato da Giovanni Pascoli ne “L’aquilone”.
Escursioni nell’ambiente collinare delle Cesane o nella Riserva Naturale della Gola del Furlo.
Utili le guide del Centro di Educazione Ambientale “Casa delle Vigne”.
Eventi:
- A giugno Urbino Jazz
- A luglio il Festival Internazionale di Musica Antica.
- A agosto la Festa del duca.
- A settembre la Festa dell’aquilone.
- Settembre è il mese di Ars libraria.
- Tra settembre e novembre Voglie d’Autunno.
- A ottobre Parole in gioco.
Città di studenti, ha una vita culturale e notturna vivace. Ricco il cartellone all’ottocentesco Teatro Sanzio.
Per i buongustai: cappelletti o passatelli in brodo, ravioli, arrosti, coniglio in porchetta, trippa alla biccichina, e la crescia sfogliata, ottima con la caciotta d’Urbino, il prosciutto locale e le verdure di campagna.
Sapori antichi come la braciola all’urbinate e il piatto del duca.
Dolci: crostate e ciambellone.
Curiosità: Urbino ventoso è bello anche nella città moderna.
Ha un saliscendi di viuzze e scalette e suggestivi scorci paesaggistici.
Il centro storico, interamente costruito in laterizio, al tramonto sembra indorarsi.
Ha dato i natali a Raffaello, Clemente XI, Paolo Volponi, Valentino Rossi.
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