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Riccione Turismo è partner di
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Il concorso denominato "indossa UNIMAR e vinci una vacanza a Riccione" inizierà il 1/01/2008 e terminerà il 30/09/2008 per una durata complessiva di 9 mesi; estrazione finale entro il 31/12/2008 |
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21 Aprile 2008
In Romagna l’attenzione per il prodotto alimentare sano non è mai venuta meno, neppure quando l’agricoltura “moderna” ha soppiantato quella contadina.
Pertanto, quando anche in Italia all’inizio degli anni ‘90 si è iniziato a parlare di cibo biologico, il discorso ha trovato nella nostra regione un terreno non solo fertile, ma già arato e pronto ad accogliere il seme.
Però una cosa è la vocazione produttiva, un’altra il consumo.
Così anche in Romagna, soprattutto nelle città, lo stile di vita dettato dai ritmi frenetici della società capitalista ha imposto abitudini alimentari poco salutari e sbagliate per la qualità della vita propria e dell’ambiente.
Ma da inizio millennio è in corso un trend importante che, in un più ampio disegno di rivalutazione del territorio e recupero delle tradizioni, ha visto anche crescere la consapevolezza da parte del consumatore che sempre di più cerca i prodotti di qualità dell’agricoltura biologica.
Dietro al trend tutta una serie di iniziative fortemente volute da cooperative e aziende, ristoratori, enti, istituzioni, associazioni di categoria, stampa specializzata.
In Romagna tra i progetti che con maggiore incisività si sono impegnati nella divulgazione del Bio, e della filosofia ad esso sottesa, si segnala “Primavera biologica”, il percorso cultural-enogastronomico, tra Faenza e la zona del Palatinato, nato nel 2007 grazie a otto ristoratori, sei produttori di vino ed uno di formaggio.
Nel periodo primaverile i protagonisti dell’iniziativa aggiungono al menù tradizionale portate e degustazioni realizzate con ingredienti rigorosamente biologici, di stagione e provenienti da produzioni agricole locali.
Il turista in visita a Riccione potrà godere di “Primavera biologica” presso l’Enoteca Belfiore di Montefiore Conca, nel bellissimo borgo a soli 17 km dalla città.
Un gustoso modo per sottolineare l’importanza di mangiare sano nel rispetto dell’ambiente e un contributo notevole affinché il Bio in Romagna possa diventare, o meglio ridiventare, un’abitudine irrinunciabile.
25 Marzo 2008
Il sangiovese è il vino tipico del territorio riminese che però, da anni, ha anche imboccato la strada dei vini bianchi di qualità.
Significativa è l’esperienza dei 1200 soci della Cantina le Rocche Malestiane che coltivano uve bianche in una percentuale che raggiunge il 30%. Il loro lavoro è stato recentemente insignito della D.O.C. Colli di Rimini.
Nata nel 1994 dalla fusione delle antiche cantine Riminese di Rimini e Valconca di Morciano, la cooperativa le Rocche Malatestiane è seguita da un’équipe di agronomi e enologi che vigila sulla sicurezza dei prodotti alimentari.
Ulteriore e fondamentale fattore alla base dell’ottima qualità raggiunta è il clima mite e ventilato di cui gode l’ambiente collinare della provincia.
Forte di un patrimonio di vigneti superiore ai 1000 ettari e dei grossi quantitativi di uve vinificate, i vini della cooperativa hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo.
Le uve bianche qui coltivate sono numerose.
I vitigni più rappresentativi sono il Trebbiano e il Biancame da cui si ottengono buoni vini in purezza.
Pregevole è poi la Rebola, recuperata anni fa, alla base di fini vini doc e anche di un intenso passito.
Prodotte in quantitativo considerevole sono anche le uve di Chardonnay usate per vini di classe superiore.
La temperatura ideale è 10° C per tutte le tipologie.
La selezione di vini bianchi D.O.C. Colli Rimini è perfetta per accompagnare il pesce dell’Adriatico ottimamente cucinato (il miglior pesce d’Italia a detta degli esperti). Ma è valida anche per abbinamenti meno ortodossi, ad accompagnare secondi di carne, primi, desserts.
Nelle caldi estati in riviera può essere poi speciale per l’aperitivo, in alternativa alla birra.
Il vino delle Rocche Malatestiane è confezionato presso la sede di Rimini, che è anche punto vendita al dettaglio.
La linea di imbottiglimento ha per logo una stilizzazione con Sigismondo Pandolfo Malatesti, una rocca e la “Rosa Malatestiana”, simbolo araldico della signoria.
A testimoniare l’importanza delle proprie radici per una scelta imprenditoriale di successo.
Scegli Riccione per le tue vacanze enogastronomiche!
10 Marzo 2008
Agnello, uova e una lunga serie di dolci tra i quali primeggiano l’immancabile colomba e le uova di cioccolato, sono alcuni tra i piatti principali della tradizione culinaria pasquale.
Col proprio spirito di meta godereccia, sia dal punto di vista del divertimento che della buona tavola, Riccione non si sottrae ovviamente a questo tradizionale consumo di leccornie che abbina la ricorrenza religiosa ai piaceri del palato.
Alla stregua del Natale, è infatti abitudine di molti celebrare la ricorrenza della Pasqua con un Pranzo all’altezza dell’avvenimento, pur nella libera interpretazione del famoso detto “Natale coi tuoi, Pasqua con chi vuoi”. Lasciando libera la scelta della compagnia da invitare a tavola, Riccione si presenta preparatissima all’appuntamento, con una ricca offerta in ristoranti e hotel di menu capaci di esaltare al meglio tradizione culinaria pasquale e nuove tendenze del gusto.
Grandi protagoniste le uova, presenti in tutte le versioni dolci e salate, ma anche le torte salate come la “Pasqualina” e il piatto forte rappresentato dall’agnello al forno contornato da patate, fino alla tradizionale colomba. Giornata di festa per grandi e piccoli, questi ultimi allettati dall’effetto sorpresa racchiuso nell’immancabile uovo di cioccolato.
Accanto all’agnello di rigoroso richiamo alla simbologia religiosa ed ai tipici dolci pasquali come la colomba e le uova di cioccolato a principale soddisfazione del fattore golosità e divertimento, non mancheranno poi le tradizionali specialità a base di pasta fatta in casa, dai ravioli alle tagliatelle, alla pasta al forno.
Come non approfittare di tanta bontà in un periodo che a Riccione vede già l’avvio della stagione turistica con le prime calde giornate di primavera?!
Per le vacanze di Pasqua, tra le infinite proposte di tradizione culinaria e divertimento delle sue strutture ricettive, a Riccione c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Prenota l’offerta più stuzzicante tra quelle dei nostri hotel.
Negli hotel di Riccione, il binomio tra vacanza ed enogastronomia è inscindibile.
Come in ogni angolo di Romagna che si rispetti, infatti, l’abbinamento tra bellezze caratteristiche del paesaggio e i piaceri del palato non fa eccezione in questa città dalle mille proposte, adatte ad ogni target di visitatore.
Oltre ad alcuni punti “fissi” della migliore tradizione gastronomica romagnola come la piadina - a Riccione si gusta quella più sottile e fragrante di tutto il territorio - o il buon “rosso” Sangiovese, a Riccione in particolare l’enogastronomia offre nella sua cucina tipica un mix unico di sapori, incontro tra il gusto dei frutti marini dell’Adriatico e gli aromi dei prodotti delle vicine colline.
Tradizione, che si rinnova anche nella riscoperta e proposta ai turisti di prodotti tipici della propria tradizione marinara come i dolci bizulà - ciambelle di pane portate in barca dai marinai durante le lunghe battute di pesca - ma anche nuove tendenze alla ricerca di nuovi gusti da scoprire e valorizzare.
Un patrimonio enogastronomico, quello del territorio di Riccione, sempre più riconosciuto a livello europeo, come testimonia il riconoscimento ufficiale di ben 15 prodotti col marchio DOP e di 11 con quello IGP.
Alla ricerca di sempre nuove tendenze enogastronomiche, che ne fanno uno dei principali fattori - al pari di mare, benessere e divertimento - di interesse per il visitatore, Riccione ospita durante tutto l’anno numerosi appuntamenti dedicati alla tradizione enogastronomica, che ha tra i maggiori punti di forza Vini Doc dei Colli di Rimini, brodetto di pesce, seppie stufate, grigliate di pesce e carne e un ricco repertorio di dolci come il bustrengo e il savor.
Gusto, prodotti tipici, tradizione ma con l’aggiunta della creatività che contraddistingue la gente di Riccione, in un patrimonio sempre più valorizzato anche dai numerosi hotel della città attenti nell’offrire al visitatore una sapiente esaltazione delle prelibatezze enogastronomiche locali.
6 Marzo 2008
Se un amico ci chiedesse cosa potrà aspettarsi dal suo primo viaggio in Romagna, non potremmo non parlargli anche dei buonissimi prodotti gastronomici.
Tra i sapori tipici che, gli promettiamo, assaggerà c’è, chiaramente, la piadina. Quando poi iniziamo a elencare le diverse versioni in cui gliela faremo provare, ci ricordiamo di quanto è buona con il pecorino romagnolo…
Il pecorino, o caciotta romagnola, è ottenuto dai pascoli ovini sparsi nell’alta-media collina dell’entroterra.
Sono questi paesaggi di una bellezza ancora vergine e incontaminata e da sempre a forte vocazione agricola. Zone in cui sono ancora radicati antiche tradizioni e importanti principi, come il mangiare sano.
A tramandarsi il segreto della caciotta buona e genuina generazioni e generazioni di allevatori. I primi insediamenti romagnoli in cui si produce cacio sono databili già al primo secolo: in un documento dell’epoca si parla di un formaggio pecorino proveniente dalla vallata di Sarsina nel Cesenate.
La produzione si concentra oggi nelle province di Forlì, Cesena e Rimini, presso caseifici aziendali, ma a carattere generalmente familiare, che continuano a utilizzare solo il latte dei propri allevamenti.
Prodotta tra settembre e novembre, può essere consumata dopo 20-30 giorni nella versione semistagionata o dopo i 60 giorni nella versione stagionata.
Più morbida e dolce la prima, pungente e piccante la seconda.
Particolare è poi la variante Pecorino Ubriacone, stagionato nelle vinacce fresche di uve nere, caratterizzato da sapore piccante, dolce odore vinoso e dal mantenersi internamente morbido anche dopo lunga stagionatura.
La caciotta è anche la materia prima del sublime Formaggio di Fossa, apprezzato ormai in tutto il mondo.
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