Il Pecorino o Caciotta Romagnola
Se un amico ci chiedesse cosa potrà aspettarsi dal suo primo viaggio in Romagna, non potremmo non parlargli anche dei buonissimi prodotti gastronomici.
Tra i sapori tipici che, gli promettiamo, assaggerà c’è, chiaramente, la piadina. Quando poi iniziamo a elencare le diverse versioni in cui gliela faremo provare, ci ricordiamo di quanto è buona con il pecorino romagnolo…
Il pecorino, o caciotta romagnola, è ottenuto dai pascoli ovini sparsi nell’alta-media collina dell’entroterra.
Sono questi paesaggi di una bellezza ancora vergine e incontaminata e da sempre a forte vocazione agricola. Zone in cui sono ancora radicati antiche tradizioni e importanti principi, come il mangiare sano.
A tramandarsi il segreto della caciotta buona e genuina generazioni e generazioni di allevatori. I primi insediamenti romagnoli in cui si produce cacio sono databili già al primo secolo: in un documento dell’epoca si parla di un formaggio pecorino proveniente dalla vallata di Sarsina nel Cesenate.
La produzione si concentra oggi nelle province di Forlì, Cesena e Rimini, presso caseifici aziendali, ma a carattere generalmente familiare, che continuano a utilizzare solo il latte dei propri allevamenti.
Prodotta tra settembre e novembre, può essere consumata dopo 20-30 giorni nella versione semistagionata o dopo i 60 giorni nella versione stagionata.
Più morbida e dolce la prima, pungente e piccante la seconda.
Particolare è poi la variante Pecorino Ubriacone, stagionato nelle vinacce fresche di uve nere, caratterizzato da sapore piccante, dolce odore vinoso e dal mantenersi internamente morbido anche dopo lunga stagionatura.
La caciotta è anche la materia prima del sublime Formaggio di Fossa, apprezzato ormai in tutto il mondo.
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