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13 Febbraio 2008

Piadina e Bizulà

Archiviato in: ENOGASTRONOMIA — Sonya Argelli @ 15:54

piada-cucinaSua specialità gastronomica per eccellenza, la piadina è un vero e proprio sinonimo di Romagna. Ampiamente conosciuta anche lontano dal suo luogo di origine, con una popolarità tale da varcare spesso i confini nazionali, rappresenta un prodotto tipico “trasversale” a tutta la Romagna, presente senza eccezioni da Riccione all’entroterra ravennate e forlivese fino ai confini con l’Emilia e la Toscana.
Regina delle merende e non solo, la piadina si differenzia generalmente per lo spessore, più sottile a Riccione e nella provincia di Rimini e più alto e soffice in quelle di Ravenna e Forlì.
Bontà e semplicità i suoi punti di forza. Impasto non lievitato di farina, acqua, sale e strutto, si lascia riposare per poi cuocerla in teglia (di terracotta, ghisa o antiaderente) o sul classico “testo”, come avviene nei numerosi chioschi disseminati lungo le strade di tutta la Romagna.
Pur con ben più numerose combinazioni, la ricetta tradizionale la vuole abbinata a salumi (salame, prosciutto crudo, coppa…) e formaggi (ottimo il mix tra squacquerone e rucola), magari con un buon bicchiere di Sangiovese, ma è ottima anche con salsiccia e cipolla o alla nutella, per i più golosi. In alcuni ristoranti e trattorie di cucina tipica romagnola viene servita anche per accompagnare grigliate di carne e antipasti di salumi e formaggi, al posto del pane.
Altrettanto semplice e tradizionale come la piadina anche il bizulà, tipico della località di Cattolica confinante con Riccione.
Chiamato anche “biscotto dei marinai”, è uno speciale tipo di pane (fatto con farina, acqua, lievito e un po’ di sale) che deve il proprio nome alla tradizione marinaresca locale, nella quale ha sempre rappresentato un importante sostentamento per i marinai durante le loro lunghe battute di pesca. A forma di ciambella, il bizulà veniva consumato dopo essere stato ammorbidito in acqua o vino, ed è ancor oggi utilizzato tradizionalmente dai marinai che lo appendono, raccolto in corone, nelle cambuse prima di ogni partenza in mare per la pesca.
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