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29 Luglio 2008

Montebello

Archiviato in: ENTROTERRA — naimaisonline @ 13:26

Su una rupe calcarea, tipica del paesaggio della Valmarecchia, si erge, a m 436 s.l.m., Montebello.
Dalla sommità del monte l’imponente rocca dei Guidi di Bagno domina la vallata.

La leggenda del fantasma di Azzurrina, bambina albina misteriosamente scomparsa nei sotterranei della rocca in epoca medievale, attira migliaia di turisti.

In provincia di Rimini, frazione del comune di Torriana, e da questo distante pochi chilometri, è al confine con le Marche.
Il borgo conserva intatta tra le mura la struttura medievale.

Oltrepassata a piedi l’unica porta di accesso, si ha l’impressione che il tempo si sia fermato per incanto.
Altra sensazione impareggiabile è data dal panorama sulle bellezze paesaggistiche dei dintorni.
L’Insediamento, del III secolo a.C., è di origine romana.
Una torre di vedetta e il toponimo di Monte della guerra, dal latino Mons Belli, ne sottolineavano la funzione strategico-militare.
Aspramente conteso dai potenti locali, fu signoria dei Malatesta dal 1186 e da loro dotato di fortificazioni.
Conquistato dai Montefeltro nel 1393, tornò nelle mani dei Malatesta nel 1438 grazie a un assalto condotto da Sigismondo Pandolfo.

I Montefeltro e l’inimicizia di Papa Pio II Piccolomini decretarono la capitolazione della famiglia riminese nel 1462.
L’anno successivo il castello di Montebello fu infeudato ai conti Guidi di Bagno, tuttora legittimi proprietari.
Il fortilizio militare eretto dai Malatesta intorno all’anno 1000 fu dai Guidi trasformato in palazzo signorile.

Oggi la Rocca offre ai turisti l’alternativa della visita diurna o notturna.
Affascinano i mobili di pregio, la collezione di forzieri e cassapanche (tra cui una cassa dipinta risalente alle Crociate), i cunicoli misteriosi.
Ciò che affascina i più è la “Galleria di Azzurrina”, dove viene narrata la leggenda di Guendalina e del suo fantasma che si aggirerebbe per il castello.
La piccola figlia di Ugolinuccio Malatesta in un pomeriggio di tempesta del solstizio d’estate del 1375  svanì nel mistero inseguendo la sua palla.
La riproduzione registrata di “risate, giochi di bimba, 12 rintocchi di campane, il battere veloce di un cuoricino” dà i brividi.
Sono i suoni che qui si udirebbero nel solstizio d’estate degli anni teminanti per 0 o 5 e che alimentano la leggenda.

Da vedere: la Torre civica e l’Armeria dell’Albana, antica pieve romanica adibita agli usi più diversi ed oggi enoteca.

Da visitare: il Museo della Rocca, espone opere d’arte, arredi e l’importante collezione di gioielli della famiglia Guidi di Bagno.

Luoghi di culto: la Chiesa di S. Pietro Apostolo, l’antica chiesa del castello, conserva un organo, un paliotto e tele del XVIII secolo.

Per chi ama la natura: antichi sentieri intorno alle mura (Passo della Volpe, Passo del Sasso, i Torricini).
Imperdibile l’oasi di Montebello che, istituita nel 1993 a tutela di un paesaggio ricchissimo per la flora e per le numerose specie di animali selvatici, è estesa su 1200 ettari e ospita lOsservatorio Naturalistico Valmarecchia.
Tre sentieri segnalati lungo la strada tra Montebello e Torriana conducono allo scoglio di Saiano, raggiungibile anche dal greto del fiume.

Per i buongustai: rinomati ristoranti e osterie con menu tradizionali o elaborati.

Curiosità: i residenti di Montebello sono una trentina e solo a loro è consentito l’ingresso al borgo con mezzi motorizzati.
Comodi parcheggi fuori le mura sono a disposizione dei visitatori.
Molto meno comodo l’accesso al borgo per chi, agli inizi del XIX secolo, ebbe la sventura di imbattersi nel brigante Tommaso Rinaldini, più noto come “Mason dla Blona”, poi decapitato a Ravenna dalle truppe papaline.


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