Attilio Cenni: “Riccione assomiglia molto ad un diamante dalle mille sfaccettature”

"Qui esiste una quota imprenditoriale, parlo di turismo, che, non so per quale alchimia, ha saputo collocarsi sopra la media nazionale"
Attilio Cenni, imprenditore riccionese, racconta la sua visione della città
L'imprenditore riccionese Attilio Cenni - Credits: Facebook Attilio Cenni

Imprenditore di successo, albergatore, già amministratore comunale. Attilio Cenni, 71 anni, ha maturato una conoscenza della città davvero invidiabile.

Riccione per Attilio Cenni è?

Amo Riccione, l’ho vissuta in tutte le sue sfaccettature e la considero un diamante dai mille riflessi… positivi. Mi spiego meglio: qui abbiano sviluppato una quota imprenditoriale, sotto il profilo della capacità turistica, che, non so per quale alchimia, ha saputo collocarsi al di sopra della media nazionale. Riccione è un brand consolidato, mantiene un valore importante e soprattutto è amata dai giovani. Questo equivale a dire: per noi ci sarà sempre e comunque un futuro”. 

Se dovesse indicare tre punti di forza o tre aspetti della qualità riccionese?

“Non mi limiterei a tre aspetti o a tre semplici definizioni. Parlerei più volentieri di un sistema solido. Traduco: sia i bagnini, sia i chioschi sull’arenile, sia gli albergatori e sia gli operatori attivi in ambiti molto diversi tra loro sono riusciti a creare, non so come e prima dicevo di un’alchimia speciale, un unicum che funziona bene”.

Le viene concesso d’intervenire per 72 ore sulla città, come agirebbe?

“Potere assoluto? Toglierei immediatamente tutte le auto dalle strade. Vanno lasciate libere. Trasformerei la parte ora destinata alla sosta in percorsi dedicati ai cicloturisti. Realizzerei due darsene: una sul rio Melo, all’altezza del Pastrocchio, e l’altra al Marano affinché si possa dare soluzione, reale, alla depurazione delle acque che provengono dall’alto. Progetterei tre grandi torri parcheggio all’interno delle quali far confluire le auto in arrivo. Ultimo, ma non ultimo, lavorerei all’interramento della ferrovia e allo spostamento della Statale Adriatica a fianco dell’autostrada: una progettualità accarezzata ai tempi in cui mio padre era Sindaco”.

Cosa manca a Riccione o cosa aggiungere?

“Ci vorrebbero altre 3-4 strutture alberghiere di pregio: mi riferisco all’ospitalità a 5 stelle. Oggi esiste solo il Grand Hotel Des Bains e ciò non ‘incentiva’ la competizione – la competizione stimola l’ingegno e migliora la qualità del prodotto; poi vedrei bene qualche ristorante di livello superiore da inserire in un contesto in cui la ristorazione raggiunge già ottimi risultati; infine lavorerei alla trasformazione della spiaggia. Non sono io l’esperto, pertanto riunirei i migliori tecnici sul campo a far sì che le nostre zone trovino una nuova identità d’eccellenza. L’ospite trascorre la maggior parte del tempo dedicato alla vacanza a contatto con il mare e la sabbia”.

Nessun ritocco alla rete commerciale?

“Tutti noi vorremmo marchi quali Vuitton, Chanel, Hermes. Bisogna meritarselo il prodotto. Viale Ceccarini è un asse commerciale importante e il suo valore è ben riconosciuto in tutt’Italia. Mancano, forse, alcune griffe. Tuttavia una recente indagine commissionata da un’importante casa di moda, ha dimostrato nei fatti come i beni di lusso a Riccione siano già presenti – e venduti – in alcuni negozi, confermando un trend che vede la nostra città dietro solo a Milano e Roma”.

Informazioni biografiche Il pensiero e l’azione hanno bisogno di parole. Parole giuste perché l’obiettivo diventi un traguardo e non si trasformi in chimera, in soffio evanescente. Scrivere per me è terapia dell’essere. È certezza di conoscenza. È fusione d’intelletto e cuore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *