Eleonora Bergamaschi: “Noi siamo una gigantesca calamita che ci lega al mondo”

"Tutti, almeno una volta nella loro vita, sono passati da Riccione. Le avventure più belle nascono sulle nostre spiagge"
Eleonora Bergamaschi

In Viale Nazario Sauro – a Riccione la semplice via non è contemplata – le ombre del pomeriggio si allungano pigre sulla facciata dell’Hotel The One. Eleonora Bergamaschi, 40 anni, cremonese di nascita ma ormai romagnola ad honorem, siede nella hall col viso affondato nelle carte.

Riccione è una gigantesca calamita. Riesce a catturare l’attenzione della clientela e sa soddisfarne in pieno le esigenze. Sia si tratti di famiglie, che vengono in vacanza qui certe di trovare sicurezza e affabilità, sia si parli di coppie giovani, meno giovani o chi viene in Riviera attirato dal suo magnetismo”.

Città su misura, dunque?

“Indubbiamente. In soli cinque minuti è possibile spostarsi da una parte all’altra della città senza la minima difficoltà. È la località in cui tutti si conoscono e ti conoscono. L’ospite percepisce in modo inequivocabile questa appartenenza alla vita della comunità. Ovunque si trovi può fare affidamento su riferimenti certi in grado di aumentare il valore sociale della vacanza”. 

Esclusività e familiarità: aspetti che si coniugano?

“È proprio così. L’esclusività dei ristoranti, dei negozi che punteggiano i viali principali, l’offerta gastronomica godibile pure nel cibo da passeggio, la posizione geografica la rendono unica. Quando preparavo le fiere sul mercato estero, mi era chiara la necessità di collocarla in un contesto territoriale facilmente riconoscibile. L’espressione più usata era: Riccione si trova a sud di Venezia, a due ore da Firenze, a 40 minuti da Urbino, un’ora da Bologna”.

Spiaggia elemento trainante o di contorno?

“Spiaggia e mare suscitano i ricordi più immediati. Tutti hanno un’avventura da raccontare e nel 90 per cento dei casi è Riccione lo scenario del ricordo. Gli stranieri ci adorano: ne è l’esempio il recente incontro con una giornalista svedese arrivata sulla costa per descrivere la ripresa dopo i lunghi mesi dell’emergenza. La cronista è tornata a Riccione sull’onda dell’emozione che la riportava all’infanzia, ai genitori che si sono conosciuti in spiaggia e qui hanno pronunciato la loro promessa di matrimonio. Riccione è la nostalgia perenne che lega il resto del mondo alla Romagna, alla Riviera. Non a caso, le belle storie sul come risollevarsi dopo un periodo oscuro e pieno d’incertezze provengono dalla nostra realtà. Anche adesso ci osservano curiosi, vogliono capire cosa faremo nell’immediato futuro. È una sensazione bellissima”.

Il titolo di una canzone che meglio rappresenta Riccione nell’immaginario collettivo?

“Direi Mare Mare di Luca Carboni: da Bologna a Riccione in motocicletta non è forse il sogno di tanti ragazzi?”.

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Informazioni biografiche Il pensiero e l’azione hanno bisogno di parole. Parole giuste perché l’obiettivo diventi un traguardo e non si trasformi in chimera, in soffio evanescente. Scrivere per me è terapia dell’essere. È certezza di conoscenza. È fusione d’intelletto e cuore.

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