Vera Affaba: “Io rapita da Riccione, il mio cuore e tanti affetti pulsano all’Abissinia”

"Venirci ad abitare è il grande sogno. Ogni volta che torno qui abbasso il finestrino dell'auto e ne respiro i profumi"
Vera Affaba
Vera Affaba - Credits: Vera Affaba

Innamorata del suo lavoro e altrettanto rapita da Riccione.

“Venirci ad abitare è il mio grande sogno. In quale zona? L’Abissinia per tante ragioni e soprattutto per una questione di cuore e affetti”. 

Lei è Vera Affaba. Nata a Lodi Vecchio, nella Lombardia che non si ferma mai, è ormai cittadina ad ogni effetto della Perla Verde.

Qual è la sua professione?

“Mi occupo della distribuzione di diritti di film e documentari di produzione straniera; della produzione di eventi dal vivo e adattamenti teatrali di opere cinematografiche. Creare emozioni è il mio lavoro. La passione è l’energia che mi muove da sempre. E il mondo dell’intrattenimento è il palcoscenico dove la metto in scena.”

Perché le piace così tanto Riccione?

“Perché è come stare a casa. Hai la sensazione di essere al sicuro. Perché la città – racconta Vera Affaba – mette a disposizione una miriade di servizi. La scorsa estate, durante la prima ondata della pandemia da Covid-19, non era così scontato mettere a sistema le tante disposizioni anti-contagio. Beh, qui ci sono riusciti. In spiaggia, negli hotel, nei ristoranti, nei negozi, durante i concerti di Radio Deejay. Hanno fatto veramente di tutto per farci stare bene e in piena tranquillità. Ho tre figlie, posso testimoniarlo senza timore di smentita”. 

Un amore che nasce da lontano?

“Dal 1989. La prima vera vacanza con i miei genitori, fatta eccezione per una parentesi, da piccolissima, di cui non ricordo nulla: avevo pochi mesi. Ogni volta che ci torno ripeto sempre lo stesso gesto. Una sorta di rituale. Qualunque sia la stagione dell’anno, al mio arrivo abbasso il finestrino dell’auto e ne respiro profondamente il profumo. Viverci, avere una casa da cui al mattino potersi affacciare e sentire l’odore del mare sarebbe a dir poco incredibile”.

Sempre nello stesso hotel dal 1989?

“Esclusa una pausa prima della nascita della seconda figlia, sempre nello stesso hotel di viale Gramsci, all’Abissinia. I genitori all’epoca ascoltarono il consiglio di chi già lo conosceva. Erano preoccupati del fatto che potessi annoiarmi da sola con loro. Ma andò diversamente. Anzi – dice Vera Affaba – fu l’inizio di un storia di legami. Legami che col tempo si sono fatti più forti. Alla fine di quella vacanza, la titolare dell’albergo, Marina, mi disse Tu devi rimanere qui con me ad aiutarmi. Risposi che non sarebbe stato facile convincere mia madre e mio padre. Ero la terza figlia, la più giovane. Il senso di responsabilità e di protezione nei miei confronti camminavano di pari passo. Morale: la sera precedente la nostra partenza, Marina si sedette al tavolo dei miei e iniziò a conversare. Io li osservavo preoccupata dalla hall. Ad un tratto lei si girò verso di me e sorrise. Capii che sarei rimasta a Riccione”.

Vera Affaba e il marito Alessandro

Iniziò a collaborare con la proprietaria dell’albergo?

“Esatto. La mia energia veniva incanalata nell’organizzazione delle feste e dei tantissimi momenti di animazione creati appositamente per gli ospiti dell’albergo: ad iniziare dai bambini fino ad arrivare a mamme e papà”.

Torniamo all’amore per Riccione: dovesse migliorarne un aspetto?

“Si potrebbe migliorare un po’ la spiaggia. I bagnini sono eccezionali, disponibili ma forse un pochino di spazio in più tra una tenda e l’altra, tra una sdraio e l’altra non guasterebbe. Il distanziamento l’hanno sperimentato la scorsa estate con il Covid-19 e a mio giudizio ha giovato parecchio all’organizzazione complessiva delle zone. Se riuscissero a darsi dei punti fermi, a dire in qualche occasione Mi spiace non c’è posto sono certa si garantirebbero il ritorno di un cliente soddisfatto”.

Le tre figlie di Vera Affaba: da destra a sinistra Maddalena, Carlotta e Matilde

Vera Affaba lei conosce molto bene il mondo del cinema: se le venisse proposto di girare un film qui su cosa punterebbe e quali attori sceglierebbe?

“Riccione circa 10 anni fa è stata scelta come località per le giornate estive di Ciné, momento d’incontro dell’industria cinematografica nazionale e prima di allora ospitato a Sorrento. All’iniziale scetticismo, suscitato dal cambio di rotta, si è via via sostituito un pieno apprezzamento dettato dalla meravigliosa organizzazione e dalle strutture tecnologiche innovative offerte dal Palariccione e dal contesto generale. Vale a dire la facilità nel raggiungere la spiaggia e godersi qualche ora di relax; la vicinanza ai ristoranti – in Romagna si mangia benissimo -; agli hotel; ai viali degli shopping. È diventata così una tappa piacevolissima per tutta l’industria cinematografica. Riccione e il cinema hanno un rapporto che dura da anni. Molte pellicole sono state firmate da registi famosi. Ma se dovessi produrne uno io… allora sarebbe un film d’amore capace d’interpretare un po’ l’anima di questa città e della Riviera nel suo complesso”.

Attrice e attore protagonisti?

“Scelta non facile, lo ammetto. Sono tanti gli attori italiani con cui vorrei lavorare… Ma se chiudo gli occhi e penso a questo posto… allora forse punterei su Micaela Ramazzotti e Stefano Accorsi”.

Grazie della sua disponibilità e arrivederci a presto.

“Grazie a voi di Riccione Happy Days”.

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Informazioni biografiche Il pensiero e l’azione hanno bisogno di parole. Parole giuste perché l’obiettivo diventi un traguardo e non si trasformi in chimera, in soffio evanescente. Scrivere per me è terapia dell’essere. È certezza di conoscenza. È fusione d’intelletto e cuore.

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