Bagnine a Riccione, tre storie a cavallo della tradizione e un pizzico di genio femminile

Simpatia e determinazione delle imprenditrici: “Nelle nostre vene scorre l'acqua del mare e la clientela diventa subito famiglia"
Federica e Barbara, Bagno 103 "Armando" Credits: Riccione Happy Days | Alessandro Chiarabini

La professionalità non ha genere né fazioni e le spiagge di Riccione ne sono la dimostrazione. Nel 2020 non ha più senso parlare di lavori “da uomini” piuttosto che “da donne”: ciascuno è in grado di fare tutto, secondo le proprie inclinazioni e caratteristiche. Senza scadere in una retorica da quattro soldi lasciamo parlare i fatti: ecco l’esempio di tre spiagge magistralmente gestite da bagnine.

Bagno 103 “Armando” con Barbara e Federica

Al Bagno 103 due sorelle custodiscono gelosamente l’eredità e la tradizione della famiglia. Federica e Barbara, il braccio e la mente come amano definirsi, portano avanti il lavoro e il nome di nonno Armando. Senza altri dipendenti, le due bagnine curano la spiaggia dalla A alla Z: “Non è un lavoro, è casa”.

Al 103 si trova il calore tipico della solarità romagnola, quello che invita a fermarsi e ritornare: “Nelle nostre vene scorre acqua di mare” e la clientela diventa famiglia.

Bagno 68 “Ettore”: Barbara e Sonia

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Sonia e Barbara del Bagno 68 “Ettore”
Credits: Riccione Happy Days | Alessandro Chiarabini

Il Bagno 68 è una storia di partenze e ritorni, di modernità e tradizione. Sonia, dopo la laurea in Economia e commercio e qualche anno da consulente finanziario, decide di tornare. Qui ritrova la sorella Barbara e insieme si rimboccano le maniche per proseguire l’opera dell’avo Ettore: lo stabilimento porta ancora il suo nome.

“Da noi – spiega Sonia – c’è il cuore e la volontà di aiutare gli altri, secondo quella gentilezza che dovrebbe essere normalità”: un coccolare in toto gli ospiti.

La spiaggia delle donne, intramontabile

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La Spiaggia delle Donne attira tutti gli sguardi!
Credits: Riccione Happy Days | Alessandro Chiarabini

Dal 1946, il Bagno 97 è guidato interamente da donne: una mamma e tre figlie. Daniela, la più piccola, è oggi la prima che i villeggianti incontrano quando scendono in Riviera.

Molto più di una semplice bagnina, quindi anche “psicologa e pediatra”, come lei racconta: “A chi viene in vacanza piace essere accolti da una donna, perché sanno che avranno la massima attenzione e cura”.

Con il marito Domenico ad aiutarla, Daniela propone “romagnolità e servizi”. Un esempio? I nuovi lettini con cuscino e poggia piedi incorporati.

Perché le consiglio?

La simpatia e il cuore delle imprenditrici riccionesi, la perfezione nei dettagli: imperdibili.

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Informazioni biografiche Essere un uomo di cultura nell’epoca della tecnica non è facile, ma faccio del mio meglio per riuscirci. Democrito diceva che fare filosofia significa imparare a ridere, perché è solo con il sorriso che si possono affrontare seriamente le sfide della vita, ed è proprio questo quello che vorrei fare da grande. Ecco perché scrivere è per me così importante: scrivendo posso dare vita e forma a tutto ciò che accade, perché siamo tutti personaggi di storie che vale la pena raccontare.

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